CHI? COSA? PERCHE’?

Il progetto musicale the Preston Tucker project nasce prima di tutto dalla stima reciproca fra i componenti.
Punto di partenza questo per una ricerca libera del proprio carattere.
Flavio, Giacomo e Roberto, ciascuno attivo in campo musicale da diversi anni, si conoscono da tempo ma non avevano mai suonato insieme prima d’ora.
Per una strana combinazione dettata dal caso – o per una scelta ben precisa e consapevole nessuno lo ha mai capito – i tre si incontrano nella sala di Giacomo e dopo una di quelle che diventeranno le abituali lunghe chiacchierate decidono di suonare.
Buona la prima, decidono di rivedersi ancora una volta e un’altra volta ancora.
I primi incontri si basano sull’improvvisazione e non ci sono limiti nemmeno nella scelta dello strumento.
Prima ancora che i tre se ne rendano conto il nuovo progetto musicale è già nato.
Senza porsi limiti, il gruppo cresce con una certa continuità fino alla produzione di alcuni pezzi slegati tra loro ma che evidenziano una apertura totale alla novità muovendo verso orizzonti sonori e visivi insoliti e affascinanti.
Giacomo Salzano, bassista degli Stella Diana che ha collaborato con varie realtà della scena campana come Blessed Child Opera e Concetto Etico e da anni porta avanti il suo progetto sperimentale Gal0ina, si muove tra batteria, effetti, loopstation ed il basso ovviamente, oltre ad occuparsi della produzione.
Roberto Amato, chitarrista attivo in diversi progetti musicali partenopei tra cui Le Voci di Dentro, Dagon Lorai e da poco in forza agli Stella Diana insieme a Giacomo, si sposta dal basso ai synth passando per la drum-machine e naturalmente la chitarra.
Flavio G. Romano, chitarrista per formazione e già chitarrista de La Condizione Danzante, si ritrova a suonare prima che la chitarra stessa i synth e la drum machine, si dedica al computer programming ed è la voce solista del gruppo.
I loro brani, registrati per semplice curiosità, piacciono e restano impressi nella memoria di chi li ascolta.
The Preston Tucker project è un progetto giovane, nato appena un anno fa.
L’esperienza e la passione dei suoi creatori lo portano però a crescere e ad evolversi molto velocemente, registrando i primi demo e l’Ep “01 .” al Vipchoyo Sound Factory di Napoli, studio di registrazione e cantiere creativo gestito dallo stesso Giacomo.
La band inizia inoltre  a tenere una serie di concerti in numerosi locali di Napoli e della Campania e a partecipare a diverse rassegne e festival.
Il nome del gruppo deriva dal nome proprio di un inventore/sognatore americano molto attivo durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Di quest’ultimo il gruppo non cerca di “rimarcarne” le gesta dell’inventore, bensì quelle del sognatore.
L’idea è che nella vita ci sia sempre bisogno di un sogno per far muovere tutto.

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